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Il mitico gattone del Nord Europa: quali sono le sue origini?

Quando si cercano le origini del Gatto Norvegese delle Foreste o Gatto delle Foreste Norvegesi vengono alla luce molte storie: alcune verosimili, altre del tutto fantasiose.

Narra un'antica leggenda vichinga che tanto, tanto tempo fa, in un lontano paese del Nord, viveva una bellissima dea un po' ribelle e un po' sbarazzina: Freya, che trascorreva il suo tempo in compagnia di alcuni gatti di colore bianco, dall’aspetto maestoso e con il mantello fitto, lungo e soffice al tatto, che la deliziavano nelle sue tristi giornate facendole tante fusa.

Freya era la dea della fertilità e dell'amore e si divertiva molto ad andare in giro sopra ad un carro trainato da una muta di questi fantastici e maestosi gatti simili nell’aspetto ai moderni Gatti Norvegesi delle Foreste.

Un'altra leggenda racconta che Thor, il possente dio della folgore, si rivelò incapace di sollevare da terra un gatto di questa razza, talmente era pesante.

Le origini di questi magnifici felini si perdono dunque nella notte dei tempi, evocando epoche lontane nonché il leggendario popolo dei Vichinghi.

Pare, infatti, che i progenitori dei nostri maestosi gattoni fossero impiegati dai Vichinghi nei lunghi viaggi sui mari per tenere sgombra dai topi la stiva delle navi e divenne in poco tempo anche il gatto domestico delle loro case.

I Vichinghi, ardimentoso popolo amante dell'avventura, furono i primi ad intrecciare grandi reti commerciali che collegarono l’intero bacino mediterraneo all'Atlantico ed al nord Europa. È possibile che sia questa la ragione per cui furono trovati molti gatti a pelo lungo semi-selvatici in Normandia. E ciò potrebbe anche aver contribuito all'espandersi dello stesso tipo di gatto negli Stati Uniti d'America.

Le grandi foreste della penisola scandinava, dove per sei mesi l'anno la temperatura scende a 20º sotto lo zero, sono state lo scenario in cui si è formato lo "Skogkatt" che nella lingua d'origine significa "gatto dei boschi".

Pe. Peter Clausson Friis _ sacerdote e naturalista danese _ ha classificato la lince in tre categorie: la lince-lupo, la lince-volpe, e la lince-gatto. È possibile (e non poco probabile) che quello che Pe. Peter Clausson Friis chiamava "gatto-lince" fosse in realtà il Gatto Norvegese delle Foreste...

Infatti, fra le molte somiglianze tra il Gatto Norvegese delle Foreste e la lince norvegese, la più evidente è che sono entrambi dei grandi gatti dalle lunghe zampe, con grandi gorgiere e ciuffetti di pelo sulla cima delle orecchie. Inoltre entrambi amano l'acqua, e le storie di Gatti Norvegesi delle Foreste che nuotano per catturare il pesce nei laghi e nei fiumi sono innumerevoli.

Il Gatto Norvegese delle Foreste utilizza gli stessi metodi della lince norvegese per pescare. Queste somiglianze tra le due specie sono state spesso la ragione per cui la gente ha dimostrato grande interesse per il Gatto Norvegese delle Foreste.

La spiegazione più plausibile per la gran diffusione dei Gatti Norvegesi delle Foreste in Norvegia è che i loro antenati fossero probabilmente gatti sud-europei a pelo corto, giunti in Norvegia come in altre parti d'Europa già in epoche preistoriche. A causa della selezione naturale imposta dalle condizioni climatiche ostili, sopravvissero solo gli individui provvisti di una pelliccia particolarmente spessa e d'altri adattamenti ad un clima freddo.

Carmen de Andrade